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Citta' d'arte siciliane

Siracusa Colonia greca
Siracusa è adagiata lungo una baia armoniosa. Il nome evoca subito il passato greco, i tiranni e la rivalità con Atene e con Cartagine, passato di cui la città conserva numerose testimonianze, questo si affianca un periodo forse meno conosciuto, ma non meno suggestivo, che si rivive percorrendo le stradine dell'isola, dove il tempo sembra essersi fermato in bilico tra Medioevo e Barocco.
La città derivò il suo nome dalla vicina palude Sykara nel sec. VIII a. C., quando fu fondata dai Corinzi. Inizialmente costituitasi nell'isola di Ortigia, popolata fin dal sec. XIV a:C. da Siculi e Fenici, nel corso dei secoli la città cominciò ad espandersi nella terraferma. Nel corso dei secoli fu conquistata dai Romani, dai Goti, dai Bizantini, dagli Arabi e dai Normanni, dai Genovesi, dagli Svevi e dagli Aragonesi. I terremoti del 1542 e del 1693 la danneggiarono gravemente. Nel 1729 fu colpita dalla peste. Nel 1837, essendosi ribellata ai Borboni, perse il ruolo di capoluogo di provincia a favore di Noto e lo riacquistò solo nel 1865.
Alcuni personaggi illustri originari di Siracusa sono: il grande matematico Archimede, il poeta classico Teocrito, Papa Stefano III e il fisico Antonino Lo Surdo, vissuto nel secolo scorso, che scoprì le radiazioni luminose emesse dagli atomi. Una leggenda narra che quando i Romani occuparono Siracusa, Archimede era talmente immerso nei suoi calcoli che non se ne accorse e morì trafitto dalla spada di un soldato.
Tra le cose, tantissime, che andrebbero visitate, ricordiamo: il Duomo del sec. V a.C.; l'antica Cripta di S. Marciano; il Castello Eurialo del secoli V-VI a.C.; il Teatro Greco, uno dei più imponenti dell'antichità, dalla cavea completamente scavata nella pietra sfruttando la naturale pendenza del colle Temenite, costruito intorno al V sec. a.C. in base alla notizia della rappresentazione della prima dei Persiani di Eschilo; l'Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale, formatasi in seguito alle estrazioni di materiali da costruzione, con l'aspetto di un orecchio; il Museo Paolo Orsi, quasi nascosto nel parco di Villa Landolina, rappresenta uno dei punti di riferimento per la conoscenza del periodo preistorico della Sicilia fino ai tempi delle colonie di Siracusa; Le Latomie, dal greco litos (pietra) e temnos (taglio), sono le antiche cave da cui venivano ricavati i blocchi di pietra calcarea utilizzati per la costruzione di edifici pubblici e grandi dimore; il Santuario della Madonna delle Lacrime, visibile fin da lontano per la sua struttura conica, è nato in seguito ad un evento prodigioso avvenuto nel 1953; l’Ara di Ierone II, immenso altare, lungo circa 200 m ed in parte ricavato nella roccia, eretto nel III sec. a.C, dal tiranno per i sacrifici pubblici; Via della Maestranza, una delle vie principali e più antiche di Ortigia, fiancheggiata da abitazioni nobili di aspetto barocco.
  
Ragusa. Modica e Scicli
Ragusa Ibla: nel 1091 fu costituita dal re normanno Ruggero sede di contea e nel 1282, dopo le vicende dei Vespri Siciliani, fu unita alla contea di Modica da Manfredi Chiaramonte. Semidistrutta dai terremoti del 1542 e del 1693, fu poi ricostruita dando vita a due realtà urbane. I contrasti tra i due centri si acuirono durante il sec. XIX, portando alla costituzione di due comuni autonomi, che furono riunificati solo nel 1926, mentre l'anno successivo venne creata capoluogo di provincia.
I monumenti principali sono: la Chiesa di S.Maria delle Scale, la Chiesa del Purgatorio del sec. XVIII, caratteristica per il portale barocco, la stupenda cattedrale di S.Giovanni Battista del sec. XVIII e il Palazzo Donnafugata, che conserva diverse tele del Ribera (1588-1652) e del Messina(secolo XVIII).
Modica: L'originario nome del paesino fu Motyka, risalente al sec. III a.C. La presenza dei primi nuclei abitati è attestata a partire dall'età del Bronzo. Inizialmente ribelle a Roma, fu successivamente città decumana e stipendiaria.
Sotto il dominio arabo nel sec. IX, fu un fiorente centro commerciale e agricolo. La città si sviluppò ulteriormente durante la dominazione dei Normanni e in seguito fu costituita capitale di contea nel sec. XII da Pietro I d'Aragona.
Tra i monumenti più importanti ricordiamo la Chiesa di S.Maria in Betlem, caratteristica per il portale normanno, la Chiesa di S.Maria del Gesù del 400 e il settecentesco convento dei Padri Mercedari, dove ha sede il Museo Civico.
Uno dei più illustri abitanti di Modica fu il celeberrimo poeta Salvatore Quasimodo, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1959.
Scicli: secondo alcuni filologi il termine Scicli deriva dal termine greco Sikla, che indica il secchio per mungere e fa riferimento alla ricca produzione zootecnica della zona. Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano della presenza umana nella città sin dall'antichità.
Nel corso dei secoli Scicli fu conquistata da Arabi, Normanni e Aragonesi. Sotto il dominio di questi ultimi appartenne alla Contea di Modica. Durante il sec. XIV il centro abitato, inizialmente posto sulla collina di S.Matteo, iniziò a svilupparsi progressivamente in direzione della pianura sottostante, dove si venne a creare il nuovo feudo. La cittadina subì altre trasformazioni in seguito al terremoto del 1693. Di particolare rilevanza artistica sono la Chiesa di S.Bartolomeo del sec. XV, la Chiesa Madre e la Chiesa di S.Maria La Nuova del sec. XV, che conserva all'interno una statua del Gagini.
 
 
Caltagirone e Mineo
Caltagirone: sita su un colle che si affaccia sulla valle del torrente omonimo, Caltagirone vanta una cospicua produzione di agrumi, uva, cereali e olive. Rilevante è l'artigianato locale che produce splendide ceramiche artistiche nei colori verde e azzurro .
Di notevole interesse il Duomo normanno dedicato a S. Giuliano che conserva opere di Francesco Vaccaro, la Chiesa del Collegio eretta dai Gesuiti nel 1593 e la Chiesa di S. Giacomo riedificata dopo il terremoto del 1693.
Rilevante la Chiesa di S. Maria del Monte impreziosita dalla grande scalinata ricca di maioliche policrome che unifica le due parti della cittadina.
Mineo. Città-presepe, è un piccolo gioiello adagiato su due colline che dominano una pianura odorosa di zagara. I "giardini" d'agrumi fanno da corona al un centro urbano, dall'impianto medievale, attraversato da stradine e vicoli che si aprono su suggestivi cortili interni impreziositi da artistici ballatoi. Già città nel secolo VIII a.C., diede i natali a re Ducezio, che nel 459 a.C. la fortificò con mura di cinta.
Da alcuni anni a Mineo si celebra una particolare manifestazione che coinvolge un gran numero di persone: il Paese diventa presepe. Mineo si trasforma in un paese della memoria e le vie del centro storico si animano di personaggi tipici e nei costumi, nella gestualità e nelle parole di una volta. Nelle piazzette o sotto gli tradizionali riproposti archi si incontrano inoltre, il mercato e il frantoio, il venditore di caldarroste e il pescivendolo, il pastore e il falegname. Il tutto disposto in una sorta di "percorso" che partendo da Piazza Buglio si sviluppa nelle vie del Centro Storico Il percorso è organizzato in modo tale che il visitatore viva un crescendo di emozioni di fronte alle scene allestite nelle cantine, nelle stalle e nelle botteghe, fino a raggiungere il momento più intenso nella rievocazione della Natività.
 
 
Morgantina e Museo archeologico di Aidone
Di recente istituzione il Parco Archeologico di Morgantina racchiude i tesori e la magnificenza del primo insediamento ellenico in Sicilia. La città fu riportata alla luce nell'autunno del 1955 dalla missione archeologica dell'Università di Princeton (Stati Uniti). Gli scavi sinora compiuti consentono di seguire lo sviluppo dell'insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all'epoca romana.
L'area più facilmente visitabile, recintata dalla Sovraintendenza, conserva resti dalla metà del V alla fine del I secolo a.C., il periodo di massimo splendore della città. Da questo sito proviene l’ormai celeberrima Venere di Morgantina, ammirata in tutto il mondo e ora finalmente rientrata nei luoghi di origine.
Il Museo di Aidone di recente ristrutturazione, oltre allo spazio designato ad accogliere il rientro della Venere ospita ricchissime collezioni di reperti. Tra questi gli Acroliti di Morgantina e gli argenti della Venere.
Ex Convento dei Padri Cappuccini, realizzato tra il 1611 ed il 1613 sotto la reggenza di Padre Gregorio da Castrogiovanni, l'impianto architettonico originario, comprendente anche la chiesa dedicata a San Francesco, è stato oggetto di intervento nel 1984, quando fu adibito a sede museale. Si accede al museo dalla chiesa di San Francesco la cui navata è in parte utilizzata come sala per ie conferenze. Dalla stessa attraverso una rampa di scala si raggiunge la cripta, dalle pareti interamente ricoperte da avelli (nicchie) tombali. Il museo illustra la storia di Morgantina dall'età del bronzo all'età romano-repubblicana. Museo interessante e di nuova generazione.
 
 
Crociera elle Eolie
Trasferimento in pullman al porto di Milazzo e l’imbarco su una motonave privata (da circa 350 posti). Si visiteranno Vulcano e Lipari. Una guida a bordo della motonave darà le indicazioni più importanti per la visita a terra.
Le origini del nome di questo arcipelago si fanno risalire alla mitologia greca: queste isole erano infatti il regno di Eolo, dio dei venti, del dio Vulcano e dei Ciclopi. Le isole Eolie sono la parte emersa di antichissimi vulcani: la loro composizione geologica si evince dalle sorgenti termali e da crateri attivi come quello di Stromboli.
Il territorio è prevalentemente roccioso e caratterizzato da poca vegetazione; il clima è mite e vi sono scarse precipitazioni.
Le isole Eolie offrono al turista una natura incontaminata, paesaggi mozzafiato, fondali di inestimabile bellezza ed un mare cristallino. La fonte maggiore per l'economia delle Isole Eolie è senza dubbio il turismo. Le isole più visitate sono Vulcano e Lipari, Salina e Panarea.
Lipari è un’isola particolarmente complessa dal punto di vista geologico e vulcanologico e le manifestazioni endogene che si riscontrano sono fumarole, solfatare e sorgenti termali.
Il centro di Lipari è compreso tra le insenature di Marina Lunga e Marina Corta ed è arroccato al suo castello, punto focale del centro storico in cui spicca anche l’antico Palazzo dei Vescovi adiacente la Cattedrale. Molto interessante il Museo Archeologico Eoliano.
Vulcano. L'isola è composta da tre apparati vulcanici. Di particolare interesse i suoi fenomeni vulcanici e post-vulcanici.
L'isola è abitata da circa 450 persone occupate soprattutto nel campo del turismo, in quello termale (l'isola di Vulcano è infatti ricca di molte sorgenti di cui molte anche sottomarine) e nella viticoltura.