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Parco dell'Etna

Con l’ausilio di un vulcanologo, si potrà conoscere ed apprezzare l’inestimabile patrimonio naturale ricco di svariati contrasti: dalle aspre colate di basalto alle folte pinete, dalle misteriose grotte di scorrimento lavico ai singolari conetti che punteggiano il paesaggio. Possibilità di trasformare in compito in classe la giornata di escursione sul nostro Vulcano grazie ad un questionario che verrà consegnato all’Insegnante di Scienze.
 
N°1 - Salinelle di Paternò, Casa del Vescovo e Monti Rossi.
SALINELLE DI PATERNO’. Quest'area rappresenta una rara e spettacolare testimonianza dell'attività postmagmatica. Il paesaggio, paragonabile a quello "lunare", presenta una serie di piccoli vulcanetti attivi dai quali vengono emessi acqua salata, fango, numerosi tipi di gas e tracce oleose di idrocarburi.
CASA DEL VESCOVO. Il sentiero si snoda nei pressi di Casa del Vescovo e di Monte Serra Pizzuta Calvarina. L’unica difficoltà è rappresentata dal ristretto orlo del cratere di Monte Serra Pizzuta Calvarina. Si vedranno quattro cavità laviche a pozzo un tempo adibite all’immagazzinamento della neve, una volta commerciata in tutta la Sicilia e Malta.
MONTI ROSSI. Si tratta di un sentiero molto interessante, che non presenta nessun problema di orientamento. Itinerario di notevole valore non solo paesaggistico, ma anche storico (eruzione del 1669). Caratteristica di questa cima è la presenza di un evidente affioramento di tufi e piroclastiti stratificati ed ossidati a causa dell’esposizione all’aria, da cui il nome di Monti Rossi.
 
N°2 - Monte Nero degli Zappini.
Si tratta di un itinerario di facile percorrenza, adatto a gruppi numerosi, che consente di osservare, nello spazio di 4.5 km, numerose caratteristiche dell’ambiente etneo quali conetti, colate laviche, grotte, «pietrecannoni», torrenti, etc. Si snoda ad anello nei pressi di Monte Nero degli Zappini, un cono di scorie situato ad ovest di Monte Vetore, facilmente raggiungibile da Nicolosi.
Il sentiero di Monte Nero degli Zappini è il primo dei “Sentieri Natura”, istituito dall’Ente Parco nel luglio del 1991; si presenta ben tracciato e segnalato con evidenti pilieri in pietra lavica e paletti di legno dipinti di giallo, presenti nel bosco.
 
N°3 – Monti Sartorius.
L’itinerario si sviluppa ad anello nei pressi dei Monti Sartorius, una serie di sette conetti allineati a «bottoniera», siti nelle vicinanze del Rifugio Citelli. Il sentiero è marcato da pilieri in pietra lavica, che segnalano appositi punti di osservazione. Dopo aver attraversato una zona ricca di betulle si arriva ad una radura a graminacee con cespi odorosi di tanaceto e pulvini di spino santo. Ben evidenti i Monti Sartorius, originatisi dall’eruzione del 1865, con un volume di oltre 96 milioni di metri cubi. I Monti Sartorius sono dedicati alla memoria del barone tedesco Sartorius von Waltershausen, autore di un’accurata cartografia dell’Etna e di un testo in due volumi (Der Aetna), pubblicato postumo nel 1880.
 
N° 4 - La via della grotte.
Una giornata alla scoperta dell’incomparabile bellezza delle grotte di scorrimento lavico, veri e propri tunnel naturali che la colata lascia alla fine dell’eruzione. Di diversa composizione chimica, lunghezza ed accessibilità, rappresentano un’esperienza unica, diversa da qualsiasi altra che il nostro vulcano ci offre.
Grotte Intraleo: lungo la strada che da Adrano conduce a Monte Intraleo (quota 1.560) consta di un insieme di gallerie di scorrimento di varie dimensioni sovrapposte a diversi livelli. Si tratta di una tipica grotta di scorrimento lavico formatasi in seguito al raffreddamento della porzione superficiale e conseguente consolidamento.
Grotte di Casa del Vescovo: lungo la strada che dal Rifugio Sapienza porta a Zafferana Etnea si trovano un insieme di cavità, comunicanti tra loro, in parte di origine antropica. Tale azione antropica veniva espletata per favorire l’introduzione della neve all’interno delle grotte, che poi veniva compattata e “conservata” per l’estate.
Grotta dei Tre Livelli: tra il Rifugio Sapienza e Zafferana, scoperta durante i lavori per la costruzione della strada (1964), si sviluppa su tre diversi livelli collegati tramite piccoli salti. Nel complesso è la grotta più lunga dell’Etna estendendosi per oltre 1.000 metri.
Grotta Cassone: nei pressi di Piano del Vescovo, si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 270 metri. Sulla volta, la cui altezza varia da poco più di un metro a circa 6 metri, sono presenti tantissimi “denti di cane” .
 
 
N° 5 - Il basso versante dell’Etna.
L’itinerario si snoda sul versante sud-orientale ed occidentale dell’Etna. Percorso entusiasmante che consente di ammirare alcune incomparabili bellezze naturali del nostro vulcano:
Le lave a corda riferibili alla colata del 1381.
La Rupe di Aci Castello, isolata dalla terraferma fino al 1169, costituita da prodotti vulcanici sottomarini risalenti a 600.000 anni fa. Lave “a pillow” (cuscino), che si formano per l’ improvvviso raffreddamento della colata a contatto con l’acqua.
Il “Neck” di Motta S. Anastasia. Il termine Motta significa picco, il neck è una massa magmatica consolidata all’interno di un condotto vulcanico; quello di Motta risulta particolarmente interessante.
Le Salinelle di San Biagio a Paternò.
Vicinissime al centro abitato di Paternò, rappresentano una spettacolare testimonianza di attività post-magmatica. Paesaggio lunare con numerosi orifizi attivi accanto ad altri estinti, dai quali vengono emessi acqua salata, fango, idrocarburi, diversi tipi di gas. Curioso il ribollire di fango argilloso in corrispondenza delle bocche di emissione. L’uomo ha fatto uso del fango per l’edilizia e dell’anidride carbonica, commercializzata.
La Sorgente Irveri.
Nei pressi di Ponte Maccarrone, tipica sorgiva vulcanica, con venute d’acqua in corrispondenza del contatto tra le argille che fungono da substrato impermeabile e le lave etnee.
Il Ponte dei Saraceni.
Nei pressi del fiume Simeto, è possibile vedere le strette e profonde gole incise nella lava. Queste lave rappresentano episodi eruttivi molto antichi, riferibili ad un’età compresa tra centomila e duecentomila anni. L’azione modellatrice delle acque di ruscellamento del Simeto ha generato lo spettacolare scenario delle gole.
Grotta Intraleo.
Tra il paese di Adrano e Monte Intraleo si trova questa grotta con gallerie di scorrimento di diverse dimensioni sovrapposte a diversi livelli. Tipica grotta di scorrimento lavico, formatasi in seguito al raffreddamento lavico e grazie alla forza di gravità che trascina a valle l’ultima lava fluida. Formatasi nel 1595, il suo interno è caratterizzato da numerose stalattiti e “rotoli” di lava.